PIACERE, SON GANO

piacere-son-gano

di Gano

Torno ad ascoltare
Le parole del cuore
Il gusto e l’odore
Dell’arte d’amare

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FIRENZE, IL SOCIAL FORUM E LA FINE DEL 2002

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di Jonathan Macini

Spesso mi domando se potrò mai cambiare qualcosa con le cose che scrivo. Anche una singola mente di questo triste pianeta. Chissà…
Il giorno è terminato. Il lavoro ci ha sfinito, come di consueto, e noi raccogliamo i frutti del solito ciclo. Un caldo blues che ti canta le cose giuste, l’amore, l’amicizia, e le tristi conseguenze della vita. Non si piange mai abbastanza per un buon blues.
Afferro nella sicurezza di un boccale la convinzione di poter comunicare. E vorrei dire che tante cose sono sbagliate, e davvero potremo migliorarle se solo volessimo. Provo un grande senso di vicinanza e comprensione per quelle persone così distanti, tristemente abbandonate alle sacre leggi di questa nostra società. Nei volti e nelle mani di semplici uomini percepisco il significato della parola “responsabilità”. Il mio lavoro mi permette di trovarmi a contatto con diverse realtà. L’uomo che lavora, quello con la risata facile, disinvolto anche quando il linguaggio del suo corpo è inequivocabile. Poi c’è chi ha difficoltà nell’approccio, chi diventa scontroso, spesso maleducato. L’uomo che fa, troppo impegnato per prenderti in considerazione, tu piccolo cameriere che si guadagna il pane, lui rapito dal suo cellulare, oppure dal collega che gli siede accanto. Non ti guarda neanche, non gliene importa un cavolo di quello che gli porti da mangiare. È completamente schiavo del suo lavoro. Poverino… Continua a leggere

GIORNATA NO

giornata-no

di Gano

Mattina di pioggia
Umida e fredda
Neanche le cosce di Lola
Fan passare la tristezza
Oggi mi sento così
Sotto scacco alla vita
Succede a volte
E menomale
Se fosse sempre rose e fiori
Chissà che palle!

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DIECI ANNI

Papà fumava il sigaro in giardino, ed era maggio, ma il cielo era coperto e forse sarebbe piovuto.
«Che succede piccola?»
«Ho paura…»
«Di cosa?»
«Che un giorno anche tu morirai…»
Avevo tra le mani il corpicino di un passerotto caduto dal nido.
Lui mi guardò, inspirò una boccata di fumo e ci fece un anello.
«Vieni qui…» mi disse. «Ti voglio rivelare un segreto…»
«Cosa?»
Allora accostò le labbra al mio orecchio e sussurrò: «Io non morirò…»
Poi incominciò a piovere.
Sono passati dieci anni dall’incidente, e non c’è stato un solo giorno che non l’abbia sentito vicino. Anche adesso…

101 Parole

MIO PADRE E LA LUNA

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di Aeribella Lastelle

Era la notte del solstizio d’estate, e faceva un caldo bestiale. Lo sapete che quelle notti sono un po’ magiche, o almeno così diceva mia nonna. Mi affacciai alla finestra e vidi i pipistrelli girare come matti. Erano quasi le dieci ma c’era ancora un po’ di luce nel cielo. Per un bambino non era certo presto, ma io di sonno non ne avevo, così rimasi a guardare la luna, piena e gialla come un lampione. Anche lei aveva qualcosa di magico…
D’improvviso la vidi venir giù. No, non stava cadendo, sembrava invece che qualcuno la stesse tirando con una corda. Doveva averci un bel po’ di forza, pensai.
«Babbo! Babbo!» gridai io. Mio padre entrò di volata nella mia stanza.
«Che c’è , Amore?» Continua a leggere