IL PRETE

Inedito incompiuto di Jonthan Macini e Jack Lombroso, estratto dal libro: John & Jack

Quanto tempo mi rimane? Quanto tempo ci è rimasto?
La porta del tempio resta chiusa, mentre la luce pomeridiana penetra attraverso i mosaici sacri. Neanche un fedele bisognoso del caldo abbraccio di nostro signore, della vergine Maria che ci osserva da sopra il tabernacolo di marmo. Anche loro si sono accorti che non ci è rimasto più tempo?
Ma no, è che sono troppo impegnati, o troppo alla deriva. Sono mesi ormai che le effigi degli angeli e dei santi non trovano la via verso un’anima in pena, non riscaldano gli inginocchiatoi sempre più freddi, non versano lacrime di luce per rallegrare il cuore di un povero cristo.
Oltre la dura pietra delle pareti del tempio si odono le violenze di una città perduta. Sirene, spari, urla… se mai è esistito un dio degli uomini, deve essersene andato in vacanza da tempo. Ha lasciato sulla terra gli ingenui e gli sciocchi a continuare un lavoro inutile, ed io sono uno di questi. Continua a leggere

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BATTUTACCIA

Era un giorno di quelli aggrappati al bancone, col fuoco in corpo e la mente in balia del vortice alcolico. Succede di rado perché, detto in tutta onestà, in quelle condizioni faccio proprio schifo. Di solito rimango su un livello alticcio e giocherellone, ma quel giorno andò così…
Nel bar entrò Pinuccio, mogio come un gattino infreddolito. La moglie era dal ganzo, al solito… A me scappò una battutaccia, lui mi guardo sbieco e se ne andò. Tre giorni dopo lo trovarono nel fiume, gonfio come un canotto.
Mi ci volle un anno per levarmi di dosso il senso di colpa!

Gano per 101 Parole

IL DRAGO CHE AVEVA PAURA DEL FUOCO

di Aeribella Lastelle

C’era una volta un drago, grosso come una collina e rosso come il sole al tramonto. A differenza dei suoi simili, che amavano fare razzie e bruciare villaggi, lui se ne stava nella sua grotta, lontano dagli affari degli uomini. Usciva di rado e solo per cacciare.
Un giorno un cavaliere entrò spavaldamente nella sua tana, perché lo credeva il responsabile di alcuni incendi scoppiati vicino al suo castello.
– Mostro sputa-fuoco, è arrivata la tua ora! – urlò gettandosi con la spada in pugno sull’enorme corpo del drago dormiente.
– Ma veramente io… – provò a dire il drago, svegliandosi di soprassalto, ma purtroppo il fendente era già partito.
Mentre esalava gli ultimi respiri, la gigantesca lucertola disse al cavaliere: – E pensare che per paura del fuoco non ho mai usato il mio soffio, e adesso muoio per una colpa non mia. Che strano destino per un drago…
Il cavaliere sentì che il drago stava dicendo la verità, ma non provò rimorso. Dopotutto era sempre un drago, anche se innocente. Raccolse il suo tesoro e si avviò verso l’uscita della grotta.
– Aspetta uomo. Non lasciarmi così. La tua ferita potrebbe metterci delle ore prima di richiamare l’oscura signora. Finiscimi, ti prego…
Il cavaliere si voltò, fece una smorfia e disse: – Non è un mio problema… – Poi se ne andò.

MORALE: Quando vogliono gli uomini sanno essere cento volte più spietati dei Draghi.

LA TITTA

La Titta si spogliò al lume della vecchia e sbilenca abat-jour del comò. Le ombre le nascondevano caritatevolmente le smagliature e le vene varicose. Vista di lato pareva ancora una leonessa, come a bei vecchi tempi…
– Gano, ti ricordi la prima volta che l’abbiamo fatto?
Io da sotto il lenzuolo ammiccai. – Certo, Tittina. Al pratone… La guardia giurata ci beccò sul più bello…
Poi si sfilò il reggipetto e si sdraiò accanto a me.
– Quanti anni son passati?
– Non pensarci piccola, vieni qui…
Da fuori ci arrivò la sirena di un’ambulanza, ma era ancora distante. Molto distante…

Gano per 101 Parole