SIBILLA

di Jonathan Macini

Secondo voi potevo lasciarla vivere, dopo quello che mi ha fatto?
Non sarei riuscito a dormire un’altra notte sapendola nel letto di quel bastardo.
Mia cara Sibilla, ricorderò sempre le tue borsette alla moda, le sigarette sottili che fumavi, ed i rossetti accesi che ti davano quell’aria un po’ aristocratica. E poi naturalmente i pizzi…
Ma che ti è saltato in mente? Davvero pensavi di potermela fare sotto il naso?
Aspetta che ti rimetto a posto i capelli. Ecco, così… Guarda che casino!
Addio tesoro, adesso vado da lui. Vedrai, non sarò altrettanto caritatevole. Ho davanti tutta la notte per divertirmi….

101 Parole

IL REGNO DELLE OMBRE

il-regno-delle-ombre

di Aeribella Lastelle

Piangevo.
Piangevo per nessuna ragione in particolare.
Piangevo perché mi sentivo triste, perché qualcosa d’importante era finito, perché il giorno si stava per chiudere, e le ombre della sera venivano a reclamare il loro regno.
Piangevo per mille motivi, o forse solamente perché volevo essere consolata.
Piangevo seduta sui gradini di casa, la porta aperta alle mie spalle, così potevo sentire suonare lo stereo dal piano di sopra, il vecchio Tim Buckley. Continua a leggere

IPOCONDRIA

ipocondria

di Jonathan Macini

Qualcuno mi crederà pazzo, e forse lo sono per davvero. Ma non lo siete forse anche voi?
In questa mia virginale attesa di oltrepassare quel confine da me segnato, io mi rivolgo agli ascoltatori che vedranno di me solamente una carcassa, un guscio vuoto, ovvero ciò che rimarrà di me tra brevi istanti. Dopo avervi rivelato quello che ho da dirvi, la penna mi cadrà da questa mano, la mano di un uomo sul bordo dell’abisso più bello. Continua a leggere

OH BIRRA… ORO CHE MI ANNEGHI

birra

di Gano

Oro che mi anneghi
Io bevo e tu mi leghi
Sciacquastomaco divina
In bottiglia o alla spina

Gelida e schiumante
Volgare ed elegante
Mi faccio un’altra pinta
Son brillo, o faccio finta?

Continua a leggere

CONSIGLI PER UNA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA

epilogo

di Jonathan Macini

Alla fine è tutto molto semplice. La vita, intendo. Scorre da sola, come un automobile lanciata in autostrada. Non devi fare altro che badare al volante. Alle alte velocità devi fare più attenzione, ma a volte un brivido vale la pena. Se invece non t’interessa, ti tieni sulla corsia di destra e guardi il paesaggio.

Esiste una sola regola: “Prendila come viene!”
Inutile complicare le cose quando sono semplici. Inutile cercare di semplificarle quando non puoi. Ti è crollato il mondo addosso? Non puoi fare altro che scrollartelo e ripartire. Hai sbagliato e ti ritrovi in ginocchio? Cos’altro puoi fare se non rialzarti. Dov’è il senso di preoccuparsi di quello che devi fare quando te ne stai disteso a godertela? Perché esser turbato dal desiderio di riposo mentre te ne stai a lavoro? Allora prendila come viene!
Continua a leggere

LA RICERCA

la-ricerca

di Jonathan Macini

Dentro me, alla ricerca di qualcosa che ho perduto molto tempo fa, un’immagine, una verità, oppure solamente una parola. Nelle prigioni del denaro e della voluttà, fino a ieri ero incapace di vedere le cose che succedevano al di là delle sbarre, forse gli schermi di tanti televisori, dispensatori di realtà a basso costo. Ogni sbarra un canale diverso, un programma diverso, una nuova bugia. Ma adesso, dentro queste dannate prigioni, mi tornano alla mente sequenze di vite passate, esistenze diverse di mondi lontani.
Al cospetto di pietre gigantesche, custodi di strani segreti, io udii, io vidi, io sentii. I totem s’innalzavano sulle verdi colline, in luoghi abitati solo dal vento e dalle stelle, nelle lunghe notti. Continua a leggere

IL ROBIVECCHI

il-robivecchi

di Aeribella Lastelle

A volte, quando sfoglio un vecchio fumetto o rileggo un passaggio dei miei libri giovanili, mi torna in mente il robivecchi del mio paese. Aveva un negozietto in via Roma, all’angolo della traversa che portava verso il cimitero. Da fuori il locale si presentava trasandato. La vetrina, che dava sulla strada secondaria, era ricoperta di pagine di vecchi giornali, mentre quella sulla strada principale era addobbata in maniera curiosa con oggetti d’epoca e fumetti. All’interno il caos era pressoché totale ma, se avevi un po’ di pazienza, nel mezzo a quel disordine potevi imbatterti in un piccolo tesoro. Poi, se eri davvero fortunato, il vecchio proprietario, che ti guardava sempre con un cipiglio dall’altro lato della sua scrivania, te lo valutava pochi spiccioli. Continua a leggere