UNA STORIA IMPROVVISATA

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di Aeribella Lastelle

Stamattina avrei voluto scrivere una storia su un bambino, una stella e una tigre. Sono andata a prendere il bambino, che era tutto entusiasta, e siamo partiti insieme per svegliare la stella. Ma la stella non ne voleva sapere. Aveva fatto tardi la notte prima e se ne voleva stare tutto il giorno a letto a dormire. Allora, un po’ sconsolati, siamo scesi dal cielo e ci siamo avvicinati alla savana, dove viveva la tigre della nostra storia. Striata di giallo oro, si è avvicinata a noi nella sua imponenza. “Che bella” pensava il bambino, per niente intimorito. Perché i bambini sono sempre imprevedibili. Comunque la tigre era troppo impegnata a cacciare e neanche lei poteva partecipare alla nostra storia. Era rimasto solo il bambino, che ovviamente era un po’ deluso. Io gli avevo promesso una storia ma non se n’era fatto di niente…
Così lo presi per mano e lo portai sulle nuvole. Eh si, perché iniziano sempre lassù le storie più belle. Vedemmo gabbiani e rondini, aironi e falchi. Chiedemmo a tutti di partecipare alla nostra nuova storia e nessuno rifiutò l’invito. Sulla nuvola più alta, quella più soffice e meravigliosa, il bambino divenne per un giorno il re degli uccelli. Guidava gli stormi, parlava coi gufi e con le aquile, prendeva decisioni importanti. Un corvo venne da molto lontano e portò notizie di una guerra che si combatteva a nord, verso le montagne. Draghi contro grifoni. Presto sarebbero giunti fin lì.
“Cosa dobbiamo fare, nostro signore?” chiesero in coro gli uccelli al loro nuovo signore.
Il bambino si alzò dal suo trono di nuvole e parlò. Sembrava proprio un re.
“Amici uccelli, non vi preoccupate. Adesso migreremo tutti quanti verso sud. Noi siamo un popolo pacifico e non vogliamo partecipare a nessuna battaglia. In cielo c’è spazio per tutti, quindi non c’è bisogno di combattere. Andiamo adesso!” E tutti furono felici per la decisione presa. I grandi stormi volarono verso sud e raggiunsero una terra che si chiamava Meraviglia. C’erano alberi e laghi in grande quantità. C’era anche una tigre un po’ scontrosa che di tanto in tanto cacciava le antilopi, e a notte si affacciava una stella pigrona che emetteva una lucina soffusa. Insomma, era davvero un bel mondo.
La storia era finita e al bambino era piaciuta moltissimo. L’ho appena riaccompagnato a casa. Era molto stanco, perché non è facile essere re, anche se solo per un giorno. Prima di lasciarlo mi ha chiesto: “Ho fatto bene a non andare in guerra, non ti pare?”
Io l’ho guardato con tutto l’amore che avevo negli occhi. Poi gli ho dato un piccolo bacio. Ero fiera di lui.

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