SUSANNA CHE DANZA

di Jack Lombroso

Susanna ballava tra i tavoli del bar. Io da lontano la osservavo assorto e mormoravo Susanna… Susanna.
Non l’avevo mai vista prima eppure sapevo il suo nome; ma non ricordavo assolutamente come o dove lo avessi sentito.
Bevevo rum bianco e soda, con lime strizzato dentro; piccole gocce di profumo in un mare alcolico. Era il sesto della serata e cominciavo a sentirlo.

Susanna continua a ballare, tiene gli occhi chiusi eppure non urta niente attorno a se. Decine di uomini la guardano, dimenticandosi di mogli e fidanzate. Susanna che balla, una meravigliosa creatura.
Il barista mi guarda già sa quello che voglio. Voglio il settimo; il settimo della serata.
Susanna che balla. Si avvicina al banco e mi sfiora una mano, non apre gli occhi epure son certo che mi stia guardando. Poi, con una giravolta si allontana e torna a danzare tra i tavoli. Mi ha scelto, ne sono sicuro. Ha scelto me in mezzo a tutti.
Susanna che balla e non si cura di niente.

Il locale alza le luci, sta chiudendo. Ordino al volo l’ultimo della sera e lo butto giù in tre sorsi. Mi avvio stanco e barcollante all’auto, salgo e accendo la radio. Rimango assorto ad ascoltare la musica. Waits biascica qualcosa a proposito di cani randagi, mentre spengo la terza sigaretta.
Non so perchè ma qualcosa mi trattiene lì. Forse è solo che non ho voglia di rientrare in un appartamanto vuoto e in disordine. Nessuno mi aspetta a casa.

Lei esce dal bar, più bella che mai. La lunga gonna struscia quasi per terra e con i capelli sciolti ricorda una gitana.
Si avvicina, Susanna, mentre accendo l’ennesima sigaretta. Le labbra lucide e rosse si avvicinano al mio viso.

La luna piena illumina l’erba. Da questa collina si riesce a vedere gran parte della città, che adesso di sicuro dorme sotto le coperte.
Mi ha scelto Susanna, mi ha scelto tra tutti. Danza, adesso, solo per me. Con i piedi scalzi è ancora più bella.
Tiene gli occhi chiusi, come prima giù al bar, e non calpesta un solo fiore. Susanna danza felice. Danza solo per me.

Si trasforma tra le lenzuola. I modi dolci adesso sono diventate mosse esperte. Non è più la dolce Susanna che balla, ma una dea che esplode di colore rosso. La magia del sesso.
Non è più la docile preda che pareva poco prima, ma una spietata cacciatrice, affamata di quello che il partner gli concede.
Susanna danza di nuovo. Adesso danza sopra di me. I capelli disegnano fasci di luce mentre la luna continua a illuminare la nostra notte.
L’appartamento non sembra poi così triste, mentre Susanna continua a ballare.
Il rito sembra non avere mai fine, Susanna conduce le danze, domina la scena.
Mi sento rapire, trasportare da lei, dimostra una forza che non sembrava avere. È lei che detta le regole del gioco e io la lascio fare, sono sicuro di non avere alternativa.
Mi accorgo; ormai son certo, di essere la preda di un’instancabile compagna, che puo trasformarsi assassina, alla fine della danza.
Come una mantide che divora il compagno, sono certo di averla, adesso, che balla sopra di me.

La luna cede il posto, come ogni notte, ad un sole che rivela ciò che sta intorno.
Ie lenzuola sembrano tinte di porpora.
Susanna ha ancora forza per danzare mentre la lama scintilla tra le sue mani. Si è tolta la maschera adesso è tutto reale.

La mantide religiosa, pasteggia danzando.

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