IL VECCHIO SOTTO IL TIGLIO (omaggio a Branduardi)

di Aeribella Lastelle

Sotto il tiglio siede il vecchio e la farfalla. È quasi il tempo della raccolta, e si intravedono i contadini a lavorare nei campi. Oltre la valle, dove gli alberi sono alti, rifluisce il fiume. Si muove attraverso dossi e declivi, preparandosi alla nascita di un lago.
Tanti anni fa in riva a quel lago viveva il signore di Baux, che piangeva il suo amore, la sposa rubata. Lo lasciò il giorno del loro matrimonio, rapita sotto la luna, ingannata da una pulce d’acqua. Forse era stata la bella dama senza pietà a reclamare la sua anima. Ma il signore di Baux non ci credeva.
Vi era un ciliegio che cresceva vicino al castello, e a primavera si riempiva di fiori bellissimi. Lui andava là ad aspettarla, e ripeteva “e domani arriverà, la donna mia…” Ma lei non ritornava.
Un giorno venne al castello il Re di Speranza. Si fece una grande festa. I cuochi cucinarono il dono del cervo che i cacciatori avevano cacciato, poi il poeta di corte raccontò le storie più belle ed infine si tenne una gran danza. Il Re era più che soddisfatto. Baux gli parlò allora della sua amata, e gli chiese se aveva notizia di dove fosse. Il Re di Speranza, che tutto sapeva, gli disse che la notte in cui lei se ne andò venne avvicinata da una strega, che la tentò con un frutto incantato. “Cogli la prima mela”, le disse. Lei non sapeva che cosa volesse dire, ma le venne offerto quel pezzo di frutta, che sembrava davvero appetitoso, così se lo mangiò. Ma quel gesto nascondeva una maledizione, e perciò venne rapita e portata sulla collina del sonno.
Per il signore di Baux era giunto il tempo di partire. Doveva ritrovare la sua amata. In sella al suo cavallo raggiunse la città più vicina, dove si teneva ogni anno la fiera dell’est. Chiese a degli uomini di passaggio se sapessero dove si trovasse la collina del sonno. Uno dei tre rispose: “Dovrai raggiungere il Regno Millenario, e poi una volta che sei laggiù, chiedilo agli uccelli!
Ma il Regno Millenario si trovava dall’altra parte del mare, su un’isola che si diceva nascondesse molti segreti. Perciò reclutò un coraggioso marinaio per farsi accompagnare.
Partirono alla volta dell’isola. Il marinaio disse: “Cambia il vento, cambia il tempo” e così arrivò la pioggia. Alla fine della traversata l’equipaggio era stremato e avevano tutti fame di sole. Ma scoprirono con grande piacere che nel Regno Millenario era sempre bel tempo, così si asciugarono e presto riacquistarono le forze.
Quella era una terra meravigliosa, ricca di profumi e di colori. Il signore di Baux s´incamminò lungo la spiaggia, in direzione di alcuni gabbiani. Domandò loro se sapevano dove si trovasse la collina del sonno, e uno rispose: “Oh viaggiatore, oltre le dodici lune dovrai spingerti, fino a che non avvisterai un angolo di cielo. Laggiù dimora l’ombra, e colei che per te è una strega, ma in questo luogo è chiamata donna di luce. Guardati da lei, perché è una creatura ambigua. Devi trattarla bene…”
Lui ringraziò l’uccello per l’avvertimento e si mise subito in viaggio. Oltrepassò le lune e raggiunse l’angolo di cielo. Poi udì un grido e la vide. “Donna Mia!” urlò. Le andò incontro. Lei era in piedi sopra la collina. L’abbracciò, la strinse. Le disse: “Ora che il giorno è finito, finalmente posso riabbracciarti. Ma prima di ripartire, devo fare un ultima cosa… “ Si voltò verso l’ombra, oltre la collina. Vi era un luce che galleggiava a una decina di metri dal suo volto.
Tenera nemica, grazie per esserti presa cura della mia sposa. Vieni al mio castello quando vuoi. La mia porta per te è sempre aperta.” Così la luce scomparve, e i due innamorati si ritrovarono al castello, l’uno tra le braccia dell’altro. Lui allora le dette un bacio e le disse: “Benvenuta, donna mia!

A tutto questo pensa il vecchio sotto il tiglio, con la farfalla che gli svolazza intorno. Chiude gli occhi e si addormenta. Sogna. Vola. La giostra continua a girare, la musica non finirà, il libro è sempre aperto. C’è molto altro da raccontare. Storie di uomini e di donne, animali e creature bizzarre; il gufo, il pavone, la volpe, la lepre nella luna. Son scritte nella mente del vecchio, giovane per sempre. Sotto l’albero, solamente una farfalla assiste al suo funerale.
Addio, vecchio malandrino.

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