JONATHAN MACINI

Jonathan Macini nasce a Bagno a Ripoli, provincia di Firenze, il 22 maggio del 1972. Appassionato di horror e fantascienza fin da ragazzo, inizia a scrivere poesie e soggetti per racconti e romanzi già dall’età di quindici anni. I suoi interessi per i lavori di H.P. Lovecraft lo portano ad avvicinarsi al gioco di ruolo, nell’affascinante scenario di Call of Chtulhu. Nel 1995, durante un lungo soggiorno in Inghilterra, produce una serie di racconti di chiaro stampo Lovecraftiano, con accattivanti reminescenze pulp. Il protagonista  di queste storie è un detective dell’occulto di nome Sebastian Claw. Sono solo bozze che purtroppo rimangono lì. L’anno dopo infatti, a causa dell’improvvisa e tragica morte del padre, smette di dedicarsi alla scrittura creativa. Rientra in Italia per i funerali e rimane accanto alla famiglia, nonostante i molti contrasti e le difficoltà con i due fratelli più grandi, entrambi tossicodipendenti. Non resiste alla voglia di esternare le sue impressioni più intime suscitate dalla sciagura, così incomincia a buttar giù frasi, immagini, pensieri che riprenderà solo in un secondo tempo. Molti di questi scritti compongono il primo atto di quest’opera.
Nel 1998 un’altra tragedia; la morte per overdose di uno dei due fratelli. Nelle serate di ottobre appena successive a questo nuovo dramma, Jonathan scrive il secondo atto di quello che solo molti anni più tardi diventerà un progetto finito.
Dopo le espressioni libere di “Il Tempo di Finire”, la sua produzione s’interrompe bruscamente. Tornerà a scrivere horror nel 2003, mettendo nel cassetto svariate pagine che, se un giorno vedranno la luce, andranno a comporre un romanzo occulto.
Nel 2005 incomincia un periodo molto positivo per Jonathan, grazie anche alla presenza di Flavia, la sua ragazza. Recupera dai cassetti i suoi vecchi pensieri, e riordinandoli sente il bisogno di chiudere questo viaggio interiore composto da tre momenti ben distinti della sua vita. Il terzo atto è la rivelazione conclusiva, l’uscita dal tunnel, un vero e proprio inno alla vita.
Le Rivelazioni di Giovanni Meraviglio non è solo un romanzo introspettivo  dove la fantasia e la realtà si mescolano in dosi casuali, allestendo un teatrino di marionette impazzite.   Si tratta soprattutto dell’ennesima testimonianza di un processo di creazione terapeutico, volto ad esternare, codificare, accettare ed espellere le proprie paure e debolezze.

GM Willo

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